Lezione 2.3: Orecchie come forma di espressione e carattere

Quante volte ci siamo trovati a disegnare elfi, folletti dispettosi o ragazze carine con le orecchie da gattino o da coniglio? Non so voi ma a me capita spesso XD.

Comunque sia, anche in questo caso è importante tenere a mente che le orecchie sono una componente che dovrebbe mantenere un minimo di realismo, se non altro per far capire quale sia il loro scopo finale.

É bene osservare i caratteri principali dai quali prendiamo spunto per disegnare le orecchie per farle risultare quantomeno credibili!

Infine, facciamo un passo indietro. Ti ricordi la lezione precedente? Ti avevo detto : “Ricordati che è la testa che si muove, NON LE ORECCHIE…purtroppo non siamo come i cani o i gatti, ciò non toglie che il manga permette anche di variare anche queste regole, ma sinceramente forzare troppo l’anatomia non è mai gradevole se non ci si ha già preso la mano. (Se invece stai disegnando un personaggio non umano vai tranquillo ed esagera quanto vuoi!).”

Bene, ora parliamo appunto dell’esagerazione che ci permetterà di dare maggiore enfasi all’espressione del nostro personaggio fantastico. Ti mostrerò tre esempi per farti dare un’idea un po’ più chiara di quel che intendo.

Prendiamo come modello una versione manga di Puck, il folletto dispettoso della corte di Oberon nell’opera shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate” (la mia preferita tra l’altro :D). Puck è spesso allegro e gioviale quindi come prima vignetta lo rappresenteremo mentre ride, probabilmente dopo aver tirato qualche scherzo:

Come vedi le orecchie sono ben dritte e puntate verso l’alto, come fossero l’indicatore del suo umore alle stelle.

Adesso lo realizzeremo in un momento di particolare attenzione. Puck sa anche essere buono e gentile, ma solo con chi gli fa tanti salamelecchi “ a quelli che ti chiaman vezzeggiandoti,“mio caro diavoletto” e “dolce Puck”? [cit] e ovviamente al suo re Oberon;quindi immaginiamocelo intento ad ascoltare il silenzio notturno, pronto ad intervenire alla prima chiamata che sentirà:

ok le orecchie qui sono ben tese, dritte ma un po’ più basse rispetto al disegno di prima, basterà aggiungere qualche linea di movimento per far intuire lo scatto che fanno le orecchie per ogni minima vibrazione dei suoni e il gioco è fatto.

Infine, disegniamolo dopo una bella lavata di capo da parte di Oberon:

la testa è china, le guance arrossate e le orecchie puntano verso il basso, hai presente un cagnolino che viene sgridato? Ecco, esattamente così.

Non sottovalutare mai l’importanza di ogni tratto somatico, una volta imparate le basi, sforzati sempre di usare tratti meno comuni, è questo che fa la differenza tra un mangaka professionista e un amatore. Ricorda, la qualità si raggiunge con la quantità, quindi cerca di disegnare il più possibile e di variare quanto più riesci!

Keep on training e ci vediamo la settimana prossima con il nuovo capitolo sui capelli!

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7 pensieri riguardo “Lezione 2.3: Orecchie come forma di espressione e carattere”

  1. Ciao!!!

    Lo sai… ora che me lo hai spiegato ho fatto caso a questa cosa… fin’ora… vedevo ma non guardavo… capivo le emozioni… ma qualcosa non mi faceva carpire le vere cose… ora mi metto sotto…. e cerco di fare qualche lavoretto… così poi ti faccio vedere qualcosa!!!

    Complimenti per i tutorial!!!!

  2. ehi ciao! ho scoperto il tuo sito e ora disegno molto meglio di prima! spieghi benissimo! le orecchie sono il mio crucio ma ora sto iniziando a farle sempre meglio grazie a te! :) sei bravissima, ciao °3°

  3. Questo sito mi è stato molto utile per le proporzioni e su come disegnare occhi e capelli (lo so non centra con questa lezione) Grazie!

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